Italiani all’estero

Italiani all'estero

Con la legge che porta il nome dello scomparso Ministro Mirko Tremaglia, sostenuta convintamente da tutte le principali forze politiche, con la creazione delle circoscrizioni estere, gli italiani all’estero hanno potuto avere una loro rappresentanza all’interno del Parlamento Italiano. Legge questa imitata anche da altri Paesi, tra cui la Francia. Certamente dei miglioramenti vanno fatti, anche circa storture introdotte per via legislativa, con l’estensione dell’elettorato passivo ai cittadini residenti in Italia, ovvero la candidabilità all’estero dei residenti in Italia. Ad oggi infatti i cittadini italiani all’estero non possono candidarsi in Italia.

Governo, parlamento, regioni e comuni devono sostenere le nostre comunità all’estero guardando ad esse come a una risorsa. È importante il riconoscimento dei titoli di studio e degli anni di scolarizzazione precedenti, in caso di rientro in Italia di famiglie con figli. Se l’insegnamento della lingua italiana all’estero è fondamentale, lo è altrettanto la promozione della cultura italiana, tramite progetti specifici che abbiano sempre una visione d’insieme. In materia fiscale, vanno riviste le convenzioni con altri paesi per evitare le doppie imposizioni, assicurando il riconoscimento di tutti i periodi di lavoro dovunque siano stati svolti ai fini previdenziali. Un capitolo a parte meritano le questioni dei lavoratori frontalieri per cui vanno superati ostacoli di libera circolazione. Le regioni, a cui è affidata, con la riforma del titolo V della Costituzione, la promozione turistica, devono attuare progetti che puntino a potenziare il “turismo di ritorno”, o delle radici, che nella fase pre-pandemia rappresentava un fatturato di 650 milioni di euro all’anno ma che, secondo dati dell’Enit, ha un potenziale di crescita enorme. Nella manovra di Bilancio è stato approvato il testo per la tutela e promozione del Made in Italy, attraverso la rete della ristorazione italiana nel mondo: ristoranti, pizzerie e gelaterie. Dopo oltre dieci anni di battaglie politiche condotte dal Sen. Raffaele Fantetti, eletto al senato nella circoscrizione Europa, insieme all’On. Mario Borghese, migliaia di imprenditori italiani all’estero che portano avanti con coerenza e tenacia le tradizioni culinarie del nostro Paese vedranno riconosciuti i loro meriti. Come previsto dall’iniziativa legislativa, gli esercizi che rientrano nei criteri di vera italianità saranno specificamente riconosciuti e valorizzati. Inoltre, la Conferenza nazionale della “Ristorazione italiana nel mondo” si svolgerà d’ora in poi ogni anno e premierà i nostri migliori esercizi in ogni categoria della ristorazione nel mondo. Il tutto sarà coordinato da una cabina di regia, di cui faranno parte il MAECI, il MISE, il MIPAFF, la Conferenza delle Regioni, Unioncamere, Rete Impresa, Confindustria, il MEF e Cooperative Italiane.

Bisogna creare una rete per coordinare le professionalità italiane all’estero, a partire dai nostri ricercatori e docenti nelle tante università e laboratori d’eccellenza nel mondo, anche per utilizzare i nostri connazionali come motore di promozione del Made in Italy nelle sue diverse filiere. Ai fini fiscali, va ripristinata la norma che considera “prima casa” quella posseduta in Italia da italiani che risiedono all’estero. Positivo che il governo abbia deciso di considerare anche gli italiani all’estero beneficiari del provvedimento super bonus per ammodernamento e miglioramento energetico di abitazioni residenziali. E positiva è la legge sul rientro dei cervelli italiani dall’estero con forti agevolazioni fiscali per una durata di cinque anni rinnovabili di ulteriori cinque. Provvedimento questo a costo zero per incentivare il rientro. Tali sgravi fiscali, per la medesima durata, andrebbero anche estesi a lavoratori autonomi che decidano di tornare in Italia per creare una start-up, consentendo sgravi fiscali sui dividendi azionari, al fine di facilitare un rientro in Italia anche per fare impresa e creare nuove opportunità di lavoro. I Comitati degli Italiani all’estero (Comites), organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare con almeno trentamila connazionali iscritti all’Aire, insieme al Consiglio Generale degli Italiani all’estero (CGIE), massimo organo rappresentativo degli italiani espatriati, eletto dai membri dei Comites e delle principali associazioni italiane all’estero, devono svolgere un ruolo centrale nella rappresentanza delle loro comunità e perché ciò avvenga è fondamentale una loro riforma che ne aggiorni le competenze e prerogative. La rete consolare va sostenuta per rendere quanto più efficienti i servizi di assistenza. In tal senso il governo, con un sottosegretario con la delega per gli italiani all’estero, Sen. Ricardo Merlo, egli stesso eletto all’estero, ha invertito il trend dei precedenti governi aprendo nuove sedi e ponendo anche l’acceleratore per lo sviluppo di servizi di assistenza on line.

Al fine di garantire un efficace funzionamento della rappresentanza estera in Parlamento e rendere incisiva la comunità italiana nel mondo, fatta di oltre 6 milioni di cittadini registrati all’Aire, è necessaria la costituzione di una commissione bicamerale per gli italiani all’estero. In tal senso esiste anche una proposta di legge presentata dal Sen. Raffaele Fantetti e l’auspicio è che la bicamerale veda la luce in tempi brevi.

Gli italiani all’estero sono una risorsa attiva per la ripresa dell’Italia.