Gruppo Parlamentare

Lettera aperta

Italia23 è un pensatoio in cui esponenti della società civile si interrogano e fanno proposte su come migliorare il nostro Paese. Settore per settore, in base ad una serie di stringenti requisiti: grande esperienza della materia, indipendenza assoluta e desiderio di contribuire gratuitamente ed intelligentemente a costruire un’Italia migliore.

Pur essendo costituiti formalmente da poco, esistevamo in nuce da tempo e ci eravamo dati l’obiettivo di arrivare a proporre una piattaforma politica da sottoporre eventualmente al più ampio scrutinio democratico nelle elezioni del 2023.

Senza averla ricercata e per il precipitarsi del quadro politico abbiamo ricevuto nelle scorse settimane una notorietà tanto benvenuta quanto problematica.

Benvenuta per le centinaia di espressioni di interesse ricevute e finalizzate a compartecipare nelle nostre attività. Al riguardo, settore per settore, procederemo ora ad approfondire le posizioni sinteticamente presentate nei nostri “temi” (Position Papers) con riunioni on-line aperte alla partecipazione di coloro che vi sono interessati e dirette all’elaborazione finale di compiute linee programmatiche. Siamo sinceramente grati per ogni contributo costruttivo, in attesa di poterci presto riunire anche di persona.

Problematica perché diversi media hanno inopinatamente voluto vincolare la nostra attività come libero pensatoio a quella di specifiche forze già impegnate nell’agone politico.

Italia23 invece è qualcosa di nuovo, indipendente: non ignora, anzi rispetta, il passato ma guarda avanti. In un Paese che sembra essersi fermato e che passa molto tempo a guardarsi indietro (“i mitici anni 60′, 70, 80′, ecc.“), noi siamo interessati ad un cambio di prospettiva imposto alle istituzioni dalla società civile che vive nel presente e vuole dare un nuovo slancio all’Italia.

Come ovvio, il futuro va costruito oggi e dunque non rifuggiamo nell’evanescenza. Per questo, avevamo espresso lo scorso 2 gennaio degli auspici molto chiari, diretti precipuamente alla conferma della nostra posizione di convinti europeisti (contro derive autarchico-sovraniste) e di preoccupati osservatori di una catastrofe pandemica che purtroppo non accenna a diminuire. Dunque, avevamo sinceramente auspicato una responsabile collaborazione tra le forze politiche presenti in Parlamento idonea a non pregiudicare la stabilità di un quadro che deve far fronte a situazioni di forza maggiore e rispondere, come ovunque nel mondo, alle legittime richieste di protezione sanitaria, economica e sociale dei cittadini.

Constatiamo oggi con rammarico che questa impostazione non sia stata condivisa e alcuni stiano preferendo altre priorità, tipo cambi di governo, elezioni e altro.

Continuiamo invece a ritenere, in questo frangente ed in assoluta indipendenza, che le nostre istituzioni debbano essere funzionali a risolvere i problemi e non aggiungerne di altri. Dovremmo piuttosto e subito lavorare insieme per organizzare un programma molto più efficiente di vaccinazione di massa, incorporare nel piano italiano per i fondi del Next Generation EU tante buone idee provenienti anche da ambienti extra-governativi e ristorare adeguatamente i danni prodotti dalla pandemia, solo per iniziare. Poi prendere seriamente in considerazione le nostre proposte, settore per settore, per ridare slancio all’Italia.

Da ogni crisi nascono opportunità e bisogna poterle cogliere. Se una soluzione al caos potrà essere utilmente rinvenuta nell’allargamento della maggioranza del Governo in carica attraverso l’attenzione degli alleati alle nostre proposte e considerazioni, Italia23 si candida a costituirsi da subito come soggetto politico presente in Parlamento mediante il costituendo gruppo “MAIE – Italia23”. Un movimento nuovo che guarda responsabilmente alla salvaguardia immediata dell’operatività del Governo Conte come garanzia funzionale della tenuta del sistema Paese, per cominciare a costruire la sua forte ripresa con le nostre idee.

Roma, 15 gennaio 2021


Tema: C’è spazio per costruire qualcosa di nuovo al centro della politica italiana?

Svolgimento:  ……….


Lettera aperta

Malgrado le tante anomalie di questa fase parlamentare, dai ritardi del Governo nella presentazione del bilancio fino ai limiti evidenti del monocameralismo alternato, che lede la costituzione, c’è da valutare positivamente la convergenza ricercata in sede parlamentare tra maggioranza e opposizione su misure finanziarie di rilevanza strategica come la conversione dei decreti ristori al Senato della Repubblica e l’approvazione della legge di bilancio alla Camera dei Deputati.

Questa doverosa e necessaria convergenza è avvenuta nell’azione di correzione parlamentare dei testi del Governo, in presenza di drammatiche difficoltà sanitarie e con pesanti conseguenze sia sociali che economiche.

L’eccezionale virulenza della pandemia globale tuttora in corso rischia di mettere in crisi la tenuta degli assetti produttivi e di indebolire pericolosamente la rete di protezione sociale: eppure solo nel nostro Paese l’attenzione a queste priorità è distolta da chi vorrebbe, a metà legislatura, farlo precipitare nell’instabilità politico-istituzionale.

Non si possono certo sprecare le ingenti risorse finanziarie utilmente negoziate dal Governo presso istituzioni europee finalmente solidali: a questi fini, il debito acceso deve essere “buono”, cioè utilizzato in maniera efficiente in modo da mettere il Paese nella condizione di esprimere una forte ripresa dello sviluppo, come l’Italia dimostrò di saper fare con i fondi del piano Marshall per la ricostruzione del secondo dopoguerra.

Oltre ai fondi, per le prossime generazioni di europei, va impostata la riforma istituzionale con la prossima “Conferenza sul futuro dell’Europa” per realizzare quell’Europa pienamente federale alla quale noi Italiani abbiamo mirato tra i primi col “Manifesto di Ventotene”. Contro le proposte sovraniste di una “Italexit” più o meno mascherata o di una Europa solo “intergovernativa”, le vecchie categorie politiche non possono ostacolare in Italia l’unione di intenti di liberali, popolari e socialisti a difesa del benessere del Paese. Nello scenario da costruire insieme agli altri esponenti della cosiddetta “coalizione Ursula” in Europa, o si sta da una parte o dall’altra: noi non abbiamo dubbi sulla scelta valoriale e culturale di uno sviluppo italiano integrato in una Unione solidale.

È una sfida per tutti, maggioranza e opposizione. In questo modo si vedrà concretamente la qualità dell’azione politica che questo Parlamento -carico di responsabilità anche nei confronti dei numerosissimi Italiani nel mondo- sarà in grado di esprimere.

Lo scontro politico non può, non deve, essere portato fino al limite di una grave crisi istituzionale: è anzi necessario perseguire una cornice in cui sia la maggioranza che l’opposizione approntino una doverosa collaborazione istituzionale per gli interessi immediati e superiori dei cittadini, quali la salvaguardia della salute, del lavoro e della pacifica convivenza sociale.

Come ogni altro Paese del mondo, non abbiamo certo bisogno di incertezza politico-istituzionale ed instabilità socio-economica e finanziaria in questa fase storica in cui dobbiamo contrastare una pandemia e favorire la ripresa dello sviluppo.

Roma, 2 gennaio 2021